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TEATRO MASSIMO BELLINI

E’ il 1693 quando Catania viene distrutta da un fortissimo terremoto, ed è già durante la ricostruzione della città che comincia a prendere forma  l’idea di costruire un Teatro comunale per la rappresentazione degli spettacoli, eppure si dovrà aspettare più di due secoli prima di vedere concretamente realizzarsi qualcosa.

Siamo nel 1812 e l’architetto Salvatore Zahra Buda viene incaricato di costruire “Il gran Teatro Municipale”: il progetto è grandioso ed i lavori da poco iniziati vengono interrotti per mancanza di fondi. Trascorrono così altri sessant’anni quando viene commissionata all’architetto Andrea Scala, nel 1870, la ricerca di un sito adatto alla costruzione del tanto agognato teatro.

Le idee si susseguono numerose: chi propone piazza Stesicoro – dove oggi è possibile ammirare l’antico anfiteatro romano all’epoca non ancora scoperto – chi piazza Cutelli, largo Manganelli, Via Lincon e piazza Cavour; infine si decide per piazza Cutelli ed il progetto, anche se tra varie incertezze finanziarie, viene approvato.

Ma fu proprio la mancanza di fondi a bloccare nuovamente i lavori, e tra lo sconforto si pensò addirittura di abbandonare l’idea di un teatro comunale per ripiegare sulla ristrutturazione  dell’arena Pacini al fine di rappresentare ogni genere di spettacolo.

Per l’ennesima volta si assiste ad un cambio di rotta quando il gruppo di azionisti della Società Anonima de Politeama finanzia il progetto dello Scala affiancato dall’architetto Carlo Sada; anche questi fondi però finiscono presto e la costruzione del teatro passa all’amministrazione comunale che, per rientrare nelle spese, fa apportare dal Sada varie modifiche progettuali, trasformando il teatro da quel che sarebbe dovuto diventare Politeama a Teatro lirico. I lavori stavolta proseguono con decisione e in circa sette anni sono completati.

Eppure i travagli e le attese non sono ancora finiti e al momento dell’inaugurazione una violenta epidemia di peste si abbatte sulla città. Ogni forza disponibile è impegnata contro l’epidemia e l’apertura viene rimandata di tre anni.

Il 31 Maggio 1890, il teatro viene finalmente aperto al pubblico; di scena la “Norma” di Vincenzo Bellini. Una delle più grandi e stupefacenti opere architettoniche italiane vede finalmente la luce.

Il teatro oggi è aperto al pubblico e al suo interno sono rappresentate molte tra le più famose opere e concerti del mondo, sempre ridando nuova vita ai capolavori dei più grandi artisti dei secoli passati, tra i quali ovviamente l’immortale genio della musica Vincenzo Bellini.